
È stato aperto in Svezia un museo davvero particolare: il museo del cibo disgustoso.
Un luogo dove i visitatori sono invitati a scoprire con tutti i sensi disponibili, cibi e usanze disgustose provenienti da tutto il mondo, Italia compresa.
L’obbiettivo di questo museo non è però solo disgustare, ma riuscire a mettere in mostra come ciò che mangiamo sia in fondo uno dei “tanti piatti” che possono piacere ad alcuni e disgustare altri.
I visitatori del museo, visti gli odori poco invitanti e l’aspetto tetro di alcuni cibi sono invitati a ritirare all’ingresso un sacchetto per il vomito.
Nel frattempo eccovi servite alcune delle prelibatezze presentate al museo del cibo disgustoso.
Ortolan – Piatto francese composto da piccoli uccelli migratori che vengono catturati, richiusi in gabbie al buio e tenuti all’ingrasso. Vengono cucinati immersi ancora vivi nel brandy e cotti subito dopo, sempre nel brandy.
Una curiosità del Ortolan sta nel fatto che quando viene consumato a tavola si usa mettere un tovagliolo in testa per coprirsi il viso, si dice che la spiegazione è che ci si vergogni di fronte a Dio.
Il frutto Durian – L’odore di questo frutto è talmente forte e fastidioso tanto che in molti locali pubblici orientali è stato bandito.
Poi ci sono cibi come il pene di toro, bevande come la Birra fatta con le radici degli alberi e il Kale Pache, piatto contadino molto semplice composto da un solo ingrediente principale. Una testa di pecora bollita.
Casu Frazigu – Formaggio Italiano, Sardo per la precisione. Viene conservato e consumato con tutti i suoi ospiti: i vermi vivi. L’unione Europea ha bandito questo piatto in quanto alcuni vermi possono sopravvivere anche nell’intestino umano e possono provocare seri problemi.
Nel museo si può trovare anche la Zuppa di pipistrello, il latte di Giumenta e il Menudo – Stomaco di manzo servito con zuppa di peperoncino. È un po’ come fosse la nostra “trippa”.
E concludiamo in bellezza col Vino del topo. Un vino cinese con la caratteristica di esser “arricchito” con piccoli topolini che vengono fatti annegare vivi nel vino. Questione di gusti.
Vi ricordiamo che dati i costi di mantenimento del museo dovuti a questi piatti davvero particolari da cambiare ogni due giorni per questioni di igiene, la sua vita sarà breve, meno di un anno.
Se volete visitarlo quindi, affrettatevi.
